Progetto Boca Chica

In genere della Repubblica Dominicana si ha l’idea di un posto meraviglioso fatto di spiagge bianchissime e mare cristallino. Ed effettivamente è così finché non si esce dalle classiche rotte turistiche e ci si addentra lì dove si nasconde una realtà completamente diversa.

Una di queste è la cittadina di Boca Chica dove il principale problema è costituito da giovanissimi che, abbandonati o non seguiti dalle famiglie, finiscono per vivere sulla strada e, per sopravvivere, divengono prevalentemente oggetto del turismo sessuale.

A Boca Chica si trova il “Pasito de Jesus”, che abbiamo conosciuto attraverso il dr. Andrea Maggioni, pediatra all’ospedale di Miami.

Il Pasito è una struttura – riconosciuta dal Conani (Ente dominicano per la tutela dei minori a rischio) - creata negli anni passati da una signora locale, che la gestisce, con l’aiuto di pochi lavoranti.

Il Pasito si occupa di ospitare e assistere esclusivamente bambine, gran parte delle quali sono state vittime di abusi sessuali, spesso avvenuti in famiglia e legati anche alla diffusione di droga e alcool.

La struttura ospita, al momento, 55 bambine di età tra i 3 e i 18 anni, che le sono indirizzate dal tribunale dei minori o dalla polizia.

Il Pasito è una struttura che, più in piccolo e in un paese totalmente diverso dall’Etiopia, opera in modo assai vicino a quello che seguiamo nel nostro Villaggio dei bambini di Adwa.

È una struttura piacevole, con un bel giardino curato e tante piante (siamo ai Caraibi). C’è una cucina molto semplice e sette stanze, in ognuna delle quali si trovano quattro letti a castello.

Colpiscono l’ordine e la pulizia ma soprattutto le decorazioni (bamboline e giocattolini) con le quali ogni bimba adorna il proprio lettino.

Come Francesco ha potuto verificare nella sua ultima visita, al Pasito manca quasi tutto: vuote le dispense, vuoti i frigoriferi, tutto é ridotto all’essenziale.

Ma l’impatto più forte è stato l’incrociare lo sguardo delle bambine, uno sguardo pieno di paura, schivo, sospettoso, che metteva a disagio per il vissuto che si percepiva.

Questo il bisogno primario che andava curato.

Così abbiamo iniziato il nostro sostegno diretto a finanziare il costo di una psicologa, di una maestra e di una cuoca, che lavorano a tempo pieno dal lunedì al sabato.

Le bimbe hanno accolto con grandissimo entusiasmo la psicologa: ogni bimba ha il suo turno fisso, ma tutte sono sempre in fila fuori della sua porta, perché il bisogno di parlare è fortissimo.

Anche la maestra svolge un importante lavoro, aiutando le bimbe ad organizzarsi nello studio.

L’esperienza ci ha insegnato che quando non hai nessuno, è molto importante la presenza di figure di riferimento.

La cuoca si organizza con quello che ha a disposizione, in genere sono solo riso e fagioli e, quando raramente c’è la possibilità, anche del pollo. In ogni caso il cibo preparato è ottimo, come Francesco ha potuto constatare, mangiando insieme a loro

Questi sono stati i primi passi che abbiamo mosso per aiutare Dalma e le sue bimbe, ma ancora molto c’è da fare. Manca varietà di cibo, è sempre problematico pagare luce e gas, manca un locale dove far svolgere e insegnare alle bimbe tante piccole attività, che possono tornare utili nella vita.

Trovate alcune foto su www.jamesnonmorira.org sezione “le nostre attività-Progetto Boca Chica”

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09/03/2018 > Visualizza