Fatti più in là

Nel corso delle visite fatte alla scuola pubblica, dove la maggior parte dei bambini e ragazzi del nostro Villaggio studia, avevamo notato che le classi erano sempre più affollate e che i ragazzi erano costretti a sedersi in tre in banchi fatti per due posti. Alcuni studenti, però, restavano comunque seduti per terra e, di tanto in tanto, si davano il cambio con uno di quelli seduti.

Tra quelli seduti poi, era un continuo spingersi, dandosi delle “sederate” e delle gomitate per riuscire a trovare una posizione più comoda, conquistare qualche centimetro di spazio o, semplicemente, cercare di cambiare posizione.

Queste “manovre” rendevano la situazione abbastanza comica, con i ragazzi che continuavano a spingersi e spostarsi l’un l’altro, creando un effetto di ondeggiamento continuo con corpi che si alzavano e abbassavano, teste che si giravano, braccia che cercavano di trovare sul banco uno spazio per scrivere. 

Fatti più in là

Considerata la scarsità delle scuole in Etiopia e il sovra affollamento, in particolare di quella frequentata dai nostri ragazzi,
abbiamo provveduto a costruire otto nuove aule,
attrezzandole con banchi e cattedre, per dare maggiore spazio ai ragazzi e rendere più tranquille e profittevoli le lezioni, evitando che il tempo trascorresse principalmente in questo inevitabile corpo a corpo.

 In seguito alla costruzione delle nuove classi il numero degli studenti è passato da 80 per classe a 40 con un notevole beneficio per tutti i bambini e ragazzi che frequentano la scuola.

Ora la situazione è decisamente migliorata, almeno fino a quando il notevole tasso di natalità dell’Etiopia, tra i più altri al mondo, non causerà, nuovamente la situazione appena risolta e i ragazzi non ricominceranno a spingersi sui banchi, dicendo al vicino “fatti più in là”.

In quel momento, sarà necessario intervenire nuovamente.

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James non morirà
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